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PRIMA AUDIZIONE PARLAMENTARE IN COMMISSIONE AMBIENTE E TERRITORIO PER LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE DI RIPUBBLICIZZAZIONE SII IN SICILIA

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martedì 1 febbraio,  si è tenuta la prima audizione  Parlamentare per la proposta di legge di iniziativa popolare di ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia. L'audizione  ha avuto luogo presso la IV commissione, Ambiente e Territorio, dove come ricorderete è stata istituita in occasione della prima audizione per la legge di iniziativa consiliare, una sottocommissione presieduta dall'On. Ammatuna, con il compito di fare sintesi dei cinque disegni di legge depositati  in Assemblea Regionale Siciliana. Le audizioni avverranno per singolo disegno di legge. La Commissione sta predisponendo un calendario di lavori per ascoltare tutti i soggetti interessati, tra cui gli ATO (ambiti territoriali ottimali) ed i dirigenti di Siciliacque.
All'audizione hanno preso parte oltre a chi scrive, ed a Teodoro Lamonica ass. Un'Altra Storia, rappresentanti dei presentatari del ddl, il  Prof. Luca Nivarra, già estensore dei quesiti referendari, che ha acconsentito ad essere il nostro consulente durante le fasi di
discussione della proposta di legge all'ARS, e Giuseppe Sunseri responsabile regionale della raccolta firme referendaria. Per motivi personali il terzo presentatario Salvatore Fiore, Presidente del Consiglio Prov.le di Messina, non ha potuto presenziare all'incontro. In via informale nella prima parte dell'audizione era presente anche l'On. Panepinto, presentatario del ddl a suo nome, che ha poi lasciato la seduta perchè impegnato nei lavori parlamentari.
L'audizione si è aperta con una sintesi del percorso che ha portato alla legge, nata dall'esigenza di trasformare la protesta contro le privatizzazioni, da parte dei Comuni che vi si opponevano in ogni provincia, costituitisi in Coordinamento degli Enti Locali per l'Acqua Bene Comune, e del Forum Siciliano dei movimenti per l'Acqua Bene Comune, in una proposta legislativa da sottoporre all'Assemblea Regionale. La legge siciliana è mutuata da quella di iniziativa popolare nazionale, ed è stata preliminarmente presentata dall'On. Panepinto per consentirne la discussione in Aula, in seguito ad un incontro con i Capigruppo parlamentari che ne avevano condiviso i principi. Successivamente, la proposta di legge, nel frattempo arenatasi, è stata promossa utilizzando per la prima volta lo strumento legislativo l.r. 1/04, per iniziativa consiliare, (135 comuni e una provincia), e popolare attraverso la raccolta di firme. E' stato ricordato come durante la prima audizione per la legge di iniziativa consiliare i rappresentanti dei Comuni e l'On. Panepinto, abbiano richiesto alla commissione che venisse considerato cassato un refuso presente nel testo, e come di conseguenza i tre ddl siano sostanzialmente identici nei contenuti, ed interamente rivolti ad una gestione interamente pubblica della risorsa idrica in Sicilia.
Ripercorrendo la storia degli affidamenti nei sei ATO privatizzati, è stato posto l'accento sulla forzatura con cui le gare sono state condotte, e sulle gravi distorsioni che hanno dato vita ad innumerevoli ricorsi e pronunciamenti sulla leggittimità delle stesse. Si è  inoltre evidenziato come, a distanza di pochi anni, tutte le gestioni privatizzate abbiano dimostrato il proprio fallimento economico e gestionale.
La proposta di  legge presentata, prevedendo una riforma complessiva della gestione delle risorse idriche siciliane, e non soltanto dell'uso idropotabile, consente di allinearsi alle direttive europee e di armonizzare tutti gli usi della risorsa in un'ottica di efficienza efficacia ed economicità, che le gestioni private, hanno già dimostrato di non potere garantire. Si è evidenziata inoltre la contraddizione, per un governo che si dichiara autonomista, di mantenere per il 75% delle quote la gestione del sovrambito regionale Siciliacque spa in mano alla multinazionale francese Veolia. I tre ddl proposti ne prevedono la ripubblicizzazione attraverso la costituzione di un Ente di diritto pubblico (art. 6) che riaccorpa tutte le competenze in materia di risorse idriche, e che è bilanciato dalla istituzione di una Autorità di controllo costituita da un ampio cartello delle parti sociali, (art.7) conferendo all'iniziativa legislativa il carattere della partecipazione democratica alla gestione della risorsa.
Durante l'audizione è stata inoltre manifestata la preoccupazione che intorno alla proposta di ripubblicizzazione, che sottrarrebbe alla gestione privata la più ingente quantità di risorse pubbliche in Sicilia nei prossimi 30 anni, 5.8 mld di euro, possano celarsi gli interessi malavitosi sempre presenti nella nostra Isola. In questo senso le gravi minacce subite da uno dei presentatari della legge di iniziativa consiliare, rappresentano un segnale allarmante, che ci  sollecita ad attenzionare alla Commissione l'aspetto legalitario della nostra proposta legislativa.
Durante l'audizione è stata rimarcata l'esigenza della ripubblicizzazione come una istanza sociale e politica, fortemente sentita da cittadini ed amministrazioni, che sui beni comuni e sui diritti fondamentali si oppongono alla mercificazione ed alla possibilità di lucrare su un bene di preminenza sociale e di appartenenza collettiva. Si è in questo senso  evidenziata la nostra posizione contraria anche alle gestioni cosiddette in house, che afferendo al diritto privato mantengono una vocazione commerciale votata al profitto.
La battaglia per la ripubblicizzazione in Sicilia si ricollega ai prossimi referendum nazionali sull'acqua, che oltre ad abrogare l'art. 23 bis del decreto Fitto-Ronchi, sottraggono la remunerazione del capitale investito prevista dalla Galli. Il prof. Nivarra ha  ampiamente illustrato le refluenze giuridiche degli stessi, sottolineando inoltre come la proposta oggetto dell'audizione, sia anticipatrice di una possibile riforma complessiva del settore a livello nazionale, e come presenti i caratteri di ammissibilità rispetto alla legislazione nazionale, in virtù dello Statuto autonomo che dà competenze esclusive alla Regione Siciliana in materia di risorse idriche.
In ultimo, in considerazione della prossima consultazione referendaria nazionale, e del fatto che gli Enti Locali oltre a deliberare per la proposta di legge, hanno modificato i propri statuti dichiarando l'Acqua Bene Comune ed il servizio idrico privo di rilevanza economica,  è stato richiesto alla Commissione di farsi portatrice presso l'Assemblea Regionale, di un O.d.G. di richiesta di moratoria presso il governo Nazionale in attesa del voto referendario, e di moratoria regionale su ogni possibile riassetto societario degli ATO siciliani, fino alla discussione della legge in Aula. Su questa richiesta, supportata dal documento esitato dal Forum Siciliano dei movimenti per l'acqua bene comune, si è incontrata la disponibilità del Presidente della sottocommissione, On. Ammatuna.