You are here: Dipartimento Beni Comuni Per L'acqua pubblica Piattaforma di richieste del Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua Bene Comune

Piattaforma di richieste del Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua Bene Comune

E-mail Stampa PDF

Noi riteniamo che arrestare i processi di privatizzazione dell’acqua assuma sempre più la caratteristica di una scelta di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, chiedendo a ciascuno di valutare i propri atti e assumerne la responsabilità verso le generazioni viventi e future.

L’esperienza della privatizzazione dell’acqua dimostra come solo la proprietà pubblica e il governo pubblico e partecipato dalle comunità locali garantiscono la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti ed il rispetto degli equilibri naturali per le generazioni future. In questa battaglia, insieme globale e locale, è ormai largamente diffusa la consapevolezza delle popolazioni e degli amministratori locali riguardo alla necessità di non mercificare l’acqua.
Il processo di privatizzazione avviato forzatamente dal Governo Cuffaro, ha dato esiti negativi sia in termini di maggiore efficienza, economicità, e miglioramento del servizio, che dal punto di vista degli investimenti e del servizio ai cittadini.
In scala sovrambito, dove con lo scioglimento dell’EAS e la conseguente costituzione di Siciliacque spa, la Regione recede fino al 25% delle quote azionarie in favore della multinazionale francese Veolia cui cede gestione ed incassi, e nei sei ATO provinciali sui nove privatizzati, dove i soggetti gestori hanno dimostrato di non avere capacità imprenditoriale ed economica tali da far fronte alle reali esigenze di gestione, ed a fronte di un aumento delle tariffe a carico dei cittadini siciliani, non è conseguito alcun miglioramento del servizio, ma anzi un decadimento dello stesso ed una diminuzione dei controlli sulla qualità dell’acqua erogata.
Con queste premesse, anche in Sicilia si è costituito un ampio fronte trasversale, riconducibile al Forum Italiano dei movimenti per l’acqua ed al Coordinamento Italiano per l’Acqua Bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico, che ha sottoposto al Governo Regionale la necessità di rivedere radicalmente le scelte precedentemente operate.
A questo proposito sinteticamente ricordiamo che:
a livello nazionale 1.400.000 italiani si sono espressi per i referendum abrogativi delle norme che privatizzano l’acqua; (art.23 bis decreto Ronchi che disciplina i servizi pubblici locali di rilevanza economica e norme dei decreti ambientali);
il 12 gennaio due dei tre  quesiti referendari presentati, l’abrogazione dell’art.23bis e la remunerazione del 7% garantita al gestore, sono stati ammessi dalla Corte Costituzionale.

che la finanziaria nazionale (emendamento Calderoli) prevede l’abrogazione delle Autorità d’Ambito, e  rimanda al legislatore regionale, il compito di individuare nuovi soggetti giuridici per governare gli Ambiti ed affidare i servizi.

Che il forum siciliano dei movimenti per l’Acqua e il Coordinamento Enti Locali per l’Acqua Bene Comune, hanno sottoposto ai Capigruppo parlamentari una proposta di legge di ripubblicizzazione del SII ottenendone la piena condivisione;

che la stessa proposta di legge, utilizzando per la prima volta lo strumento legislativo lr1/04, è stata promossa per iniziativa Consiliare da 135 Consigli comunali e dalla Provincia Regionale di Messina e sottoscritta da oltre 35.000 siciliani per iniziativa Popolare;

che la maggioranza Parlamentare, con l’approvazione dell’art. 49 della finanziaria regionale, si è espressa per la ripubblicizzazione del SII in Sicilia;

Che l’Assessorato all’Energia ed ai Servizi di pubblica utilità, in applicazione del succitato art. 49, dovrà disporre la verifica del rispetto dei contratti sottoscritti dai gestori degli ATO, che potranno essere rescissi  “per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero, nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario”;

che lo stesso Assessorato regionale deve attuare prioritariamente la Direttiva europea (2000/60/CE) sulla qualità delle acque, attraverso il Piano di gestione del distretto idrografico, il principale strumento di programmazione e pianificazione complessiva dei bacini idrografici siciliani, considerando l’intero ciclo e tutti gli usi idrici.

Che la proposta di legge presentata dichiara l’acqua bene comune ed il servizio idrico privo di rilevanza economica, e prevede una gestione interamente pubblica e partecipativa.  

Che i Comuni e la Provincia che hanno deliberato per la proposta di legge, contestualmente hanno deliberato per la modifica degli statuti inserendo l’acqua come bene comune e la gestione del SII come priva di rilevanza economica;

Che il Presidente dell’Assemblea Regionale ha dichiarato ammissibile ai sensi dell’art.14 dello statuto siciliano la proposta di legge, che non presenta profili d’incostituzionalità.

Che la IV Commissione, ambiente e territorio, durane la prima audizione per la legge, ha riunificato tutti i disegni di legge in materia di acque pubbliche presentati, istituendo una sottocommissione per i necessari approfondimenti.

Alla luce di quanto esposto,  degli effetti disastrosi che la gestione privata del SII ha già causato,  in Sicilia, si ritiene lesivo per i Comuni e per i Cittadini siciliani, in questa fase di transizione e di vuoto normativo, qualsiasi atto amministrativo volto ad accelerare sui processi di privatizzazione in corso, non tenendo conto di quanto su esposto, ed in chiara contraddizione con quanto la stessa maggioranza del governo Lombardo ter ha espresso in Aula, e successivamente votando a scrutinio segreto, l’approvazione dell’art.49 della finanziaria.

Chiediamo pertanto al Governo Regionale:

Di sostenere la richiesta di moratoria del Decreto Ronchi e della soppressione delle AATO così come indicato dal Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, in attesa del voto referendario.
Di approvare una moratoria regionale su tutti i processi di privatizzazione  in corso, in attesa che la legge presentata, già assegnata alle Commissioni Parlamentari, sia portata in Aula per la discussione.

Una norma transitoria che consenta ai comuni di accedere ai finanziamenti dei piani triennali APQ per gli impianti di depurazione delle acque reflue, rispetto ai quali siamo sottoposti a procedura di infrazione dalla comunità europea.

La rapida attuazione del Piano di gestione del distretto idrografico di tutela delle acque, a partire dalle prioritarie azioni di intervento nelle aree dove insistono elevati livelli di carenza idrica, siccità, processi di degradazione del suolo e desertificazione.