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DOCUMENTO POLITICO X CONGRESSO FUNZIONE PUBBLICA CGIL SICILIA

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Il X Congresso della Funzione Pubblica Cgil Sicilia, celebrato ad Agrigento nei giorni 20 e 21 marzo 2014, approva la relazione introduttiva del Segretario Generale Michele Palazzotto, valuta positivamente il dibattito congressuale ed il contributo prodotto dagli interventi dei delegati, ed assume i contributi della CGIL Sicilia apportati dalla Segretaria Regionale Mimma Argurio, dal segretario Generale Michele Pagliaro, e le conclusioni della Segretaria Nazionale Funzione Pubblica Rossana Dettori. Il congresso si è svolto in un contesto politico, economico, sociale e morale particolarmente delicato e difficile per effetto delle crisi che hanno caratterizzato tali ambiti, con ripercussioni pesanti a carico delle fasce di popolazioni più deboli. Le scelte di austerità e di tagli indiscriminati messe in campo dai governi nazionale e regionale hanno favorito fenomeni di recessione ed hanno ingenerato il peggioramento delle condizioni di lavoro, l’abbassamento delle tutele contrattuali, la crescita della disoccupazione soprattutto giovanile, una divaricazione sociale crescente e l’incremento della precarizzazione come condizione lavorativa e di vita.In questo quadro, lo spazio pubblico e le politiche pubbliche hanno patito logiche di smantellamento ed ora, necessariamente, per invertire la tendenza, dovranno acquistare una rinnovata centralità attraverso la promozione di una strategia capace di puntare su valori essenziali quali: l’universalità dei diritti, l’uguaglianza, l’integrazione, la legalità, la solidarietà, per arrivare a diffondere una cultura orientata alla tutela del cittadino come soggetto primario di riferimento delle politiche da mettere in campo. A tale fine i “luoghi pubblici” dovranno essere difesi e sviluppati. Il Lavoro Pubblico dovrà essere inteso come Presidio di legalità. La lotta alla corruzione, al malaffare, alla mafia, all’intreccio politica/finanza, ed all’evasione deve assumere un ruolo fondamentale nelle politiche che la Categoria metterà in campo, sia per riportare la legalità dentro la Pubblica Amministrazione, sia per recuperare risorse da utilizzare per riformarne e rilanciarne l’azione, sia per finanziare le politiche retributive dei lavoratori pubblici, sia per recuperare condizioni di uguaglianza sostanziali. La piena applicazione della normativa anticorruzione in materia di appalti, sovvenzioni, assunzioni clientelari, conflitti di interessi e doppi incarichi e la stipula di patti antievasione abbinati ad una seria lotta al lavoro irregolare potrà consentire, se seriamente applicata, il recupero di ingenti risorse. La rendicontazione sociale dei soldi pubblici potrà, altresì, favorirne la loro giusta ed ottimale utilizzazione.

Il ruolo della Contrattazione Sociale Territoriale.

I pesanti tagli apportati alla spesa per servizi sociali, le condizioni economiche e finanziarie degli Enti Locali e l’incapacità di contestualizzare gli interventi sulla base delle poche risorse a disposizione, hanno determinato inefficienze nonché il peggioramento dei servizi sociali territoriali in danno delle categorie sociali più fragili. In Sicilia la programmazione è in sofferenza, così come la capacità di spesa e lo stesso funzionamento dei distretti socio-sanitari che dovranno essere chiamati a svolgere pienamente e proficuamente il loro ruolo. La Categoria assieme alla Confederazione ed allo SPI dovrà essere protagonista per favorire la messa a punto di specifici interventi, in ambito territoriale, funzionali ad individuare i bisogni sociali nonché le azioni utili al loro soddisfacimento, sia nel versante della non autosufficienza che avendo riguardo alla lotta alla povertà ed il sostegno alle famiglie ed ai minori.

Lotta alla precarietà:

La precarietà è ormai divenuta una condizione di lavoro e di vita ordinaria a causa dell’abuso di forme di lavoro flessibili attivate con il fine di tagliare costi o recuperare margini di guadagno o ancora per contenere le pesanti carenze di organico determinate dalle politiche decennali di blocco del turn-over. Le situazioni sono profondamente differenti nei vari comparti:- nella sanità pubblica senza il lavoro precario non è possibile garantire i servizi;- nella sanità privata il precariato e le partita iva sono lo strumento utilizzato per recuperare margini di guadagno;- negli enti locali rappresenta lo strumento attraverso il quale vengono assicurati importanti funzioni istituzionali. L’elevato precariato presente in Sicilia rende fondamentale l’implementazione delle politiche per la stabilizzazione, per chiudere definitivamente una stagione caratterizzata da politiche occupazionali autoreferenziali e puntare, invece, ai fabbisogni reali, alla riqualificazione dell’azione della pubblica amministrazione, alla salvaguardia delle professionalità e delle esperienze maturate

Politiche attive di lavoro e sviluppo:

Il lavoro pubblico, soprattutto in alcuni settori quali quello sanitario e socio assistenziale, potrà generare percorsi di crescita occupazionale e di sviluppo. Affinché ciò si realizzi occorre puntare sulla costruzione di un assetto complessivo che, attraverso l’integrazione e l’interazione pubblico/privato realizzi un sistema di governance innovato capace di rendere più servizi di qualità e di garantire, al contempo, condizioni di lavoro uniformi. La rincorsa al contratto “più economico” sta caratterizzando l’azione di numerosi datori di lavoro presenti nel privato accreditato, anche grazie alla proliferazione dei contratti di prossimità, e la rinegoziazione delle regole per l’accreditamento dovrà tenere conto della formula contrattuale adottata al fine di superare definitivamente il dumping contrattuale e generare percorsi virtuosi di crescita professionale e di incremento della qualità delle prestazioni.

Politiche contrattuali

Il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro deve costituire un obiettivo fondamentale per recuperare la perdita del potere d'acquisto dei salari sia nominale che reale e per ridare dignità professionale al lavoro dei dipendenti pubblici contratti sono in larga parte fermi al 2009 ed il comparto regionale al 2007. La dirigenza regionale ed alcuni settori della sanità privata sono bloccati oramai dal lontano 2005. Tale condizione va superata con un serio impegno dei governi nazionale e regionale per restituire dignità e risorse ai lavoratori interessati.

Le Riforme istituzionali e dei servizi

La politica del governo regionale sul fronte delle riforme istituzionali non è stata in grado di prospettare un riordino di sistema complessivo per definire funzioni e compiti a tutti i livelli (Regione, Enti Locali e enti strumentali).La riforma delle Province, dopo un anno di sterile dibattito, ci consegna una cornice vuota che continua a perseguire la politica di commissariamento degli enti e ha creato forte preoccupazione fra i lavoratori per gli esiti finali della riforma stessa che sono, comunque, rinviati ad una successiva legge. Occorre, invece, aprire un confronto serio fra governo, politica e parti sociali affinché si disegni un nuovo assetto del sistema pubblico siciliano che a partire dal decentramento di funzioni dalla Regione rilanci gli enti territoriali e salvaguardi le attività ed i livelli occupazionali degli enti strumentali, i quali soffrono i pesanti tagli occorsi con l'ultima manovra finanziaria e che saranno ulteriormente aggravati dalla manovra aggiuntiva in corso di approvazione. Occorre rendere effettiva la riforma del ciclo integrato dei rifiuti e dotare tutto il territorio regionale dell'impiantistica necessaria al buon funzionamento del sistema. Sono queste le condizioni indispensabili per porre fine alle speculazioni finanziarie che hanno consentito a lobby di potere di arricchirsi a danno dei cittadini e dei lavoratori determinando una crescita esponenziale delle tariffe e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro per la corretta applicazione di tutti gli istituti contrattuali.

Il Congresso della CGIL

La fase congressuale rappresenta una importante occasione di coinvolgimento ed ascolto degli iscritti e delle iscritte per costruire un sindacato più forte e vicino alle ragioni dei lavoratori e delle lavoratrici. La costruzione di piattaforme rivendicative e la ratifica degli accordi sottoscritti, con il coinvolgimento degli iscritti, dovranno rappresentare un metodo di azione costante. Una CGIL più forte, fondata sulla democrazia e la partecipazione potrà favorire, infatti,l’avvio di un percorso capace di traguardare le difficoltà e le criticità esistenti nel mondo del lavoro dipendente e del lavoro pubblico verso condizioni di miglior favore. Le azioni da mettere in campo dovranno tendere verso la riscrittura di alcune regole, a partire dalla legge 150/2009, per recuperare il ruolo della contrattazione di secondo livello e ridare centralità alle rappresentanze sindacali unitarie.

Agrigento 21 Marzo 2014