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Segreteria

8 MARZO

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"Libere di essere libere". è lo slogan che abbiamo scelto e che prova a concentrare il messaggio su
un'unica parola: AUTODETERMINAZIONE
Autodeterminazione come diritto; autodeterminazione come capacità di scelta, autodeterminazione
come punto irrinunciabile di rivendicazione della propria libertà, contro ogni forma di discriminazione
e coercizione. Autoderminazione quale pre-condizione essenziale per una libera gestione del proprio corpo.


Un buon otto marzo a tutte le donne lavoratrici.

Legge di Stabilità: CGIL CISL UIL di nuovo in piazza il 14 dicembre

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Prosegue la mobilitazione di CGIL CISL e UIL per cambiare la Legge di Stabilità. Dopo lo sciopero nazionale unitario che si è articolato nelle prime settimane di novembre, le tre Confederazioni hanno annunciato questa mattina, nel corso della riunione degli esecutivi nazionali, una giornata di mobilitazione nazionale per sabato 14 dicembre con manifestazioni regionali. Già dai prossimi giorni, hanno fatto sapere i sindacati, inizierà una capillare campagna informativa nelle piazze e nei luoghi di lavoro attraverso la massiccia distribuzione di  volantini e affissione di manifesti, il Paese, hanno annunciato "sarà letteralmente tappezzato". In programma, inoltre, un fitto calendario di assemblee tra le lavoratrici e i lavoratori.

"E' il momento di dar vita ad una grande mobilitazione" ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, intervenendo nel corso della riunione che si è tenuta all'Auditorium di via Rieti, a Roma, una straordinaria mobilitazione che "provi a raggiungere quel mondo che forse non crede più che è possibile cambiare le cose".

"Bisogna riaprire il confronto con il Parlamento e il Governo" ha proseguito il Segretario Generale della CGIL. "L'obiettivo da raggiungere - ha spiegato la leader della CGIL - è aumentare la domanda e ridurre la tassazione sul lavoro. Se questi obiettivi non saranno raggiunti nella legge di stabilità resteranno comunque un nostro obiettivo". Oltre al tema centrale della riduzione della pressione fiscale sul lavoro, Camusso ha ricordato altri due temi temi a cuore del sindacato, due "emergenze": gli esodati, definito un "problema di giustizia" e gli ammortizzatori sociali: "serviranno sempre più ammortizzatori in deroga e bisognerà fare ricorso ai contratti di solidarietà, non si può pensare solo a licenziare". "Noi non smobilitiamo. Non ne possiamo più di infiniti annunci" ha conlcuso Camusso.

 

Il 25 Novembre “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

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Questo appuntamento mondiale, istituito dall'Assemblea delle Nazioni Unite nel 1999, ricorda per tutti, il brutale assassinio di tre sorelle rivoluzionarie dominicane avvenuto nel 1960 per mano dell'allora dittatore Trujillo. Da allora la vita di migliaia e migliaia di ragazze e di donne continua ad essere spezzata, fisicamente, affettivamente, psicologicamente. La giornata internazionale contro la violenza di genere, quindi, deve essere un'occasione per tutte/i noi per riaffermare, innanzitutto, il bisogno di riportare al centro del dibattito politico e culturale il tema della violenza di genere e dei diritti che quella violenza, non solo fisica, viola, lede drammaticamente. Per il nostro Paese deve essere  anche l'occasione per rafforzare una profonda riflessione culturale, politica e anche sindacale, anche su ciò che attiene il tema dei servizi pubblici ai quali le donne colpite dalla violenza sessista si rivolgono per chiedere aiuto, per ottenere protezione, per riconquistare la  propria libertà. Un tema, questo, che deve interrogare, innanzitutto chi, governando malamente questo paese per oltre vent'anni, ha prodotto un profondo indebolimento strutturale, organizzativo, finanziario di quei servizi alla persona, oggi sempre più in difficoltà nel garantire prestazioni e principi di accoglienza adeguati alla gravità della situazione "italiana". Un problema così articolato e complesso ha bisogno di una ampia sfera di risposte allo stesso tempo culturali, educative, relazionali, ma anche concrete, visibili, emergenziali. Una delle soluzioni al problema della violenza maschile sul corpo delle donne ( che noi rivendichiamo) è quella di costruire una rete organica di servizi specifici da destinare alla accoglienza, alla cura e alla presa in carico delle donne colpite da questa barbarie. I centri antiviolenza, ad esempio, sono esperienze che, seppur giudicate unanimemente efficaci, sia sotto il profilo della prevenzione che della successiva presa in carico del problema, continuano a non essere né pienamente riconosciuti sotto il profilo giuridico (manca una cornice legislativa omogenea e universale), né strutturati all'interno del più ampio sistema dei servizi di welfare.  Va da se, in coerenza con la nostra impostazione politica, che il primo passo per una risposta efficace e concreta al dramma della violenza di genere deve essere quello di prendere quel modello, finora lasciato alla buona volontà di tante e tante donne e alla sensibilità sporadica di tanti amministratori locali, e farne un servizio strutturato, esistente in ogni città. Il secondo passo, poi, deve essere quello di provare a "piegare"  le rigide logiche che governano il sistema dei servizi pubblici al bisogno di una risposta emergenziale che il tema rappresenta drammaticamente con i suoi numeri. La Fp Cgil, nel partecipare convintamente alla mobilitazione internazionale indetta per il 25 novembre, intende aprire una fase di vera e propria rivendicazione affinché ciò che può essere fatto subito vada fatto subito.

LEGGE DI STABILITA':VENERDI' SCIOPERO ANCHE IN SICILIA.

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Palermo, 13 novembre
Sciopero di 4 ore anche in Sicilia, venerdì 15 novembre nell’ambito della mobilitazione indetta su scala nazionale da Cgil, Cisl e Uil per chiedere modifiche alla legge di stabilità. Manifestazioni si terranno nelle 9 principali città: Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Ragusa. Agrigento, Enna, Caltanissetta, Trapani. La legge di stabilità, non prevede niente per i lavoratori e i pensionati, né disegna un percorso utile a fare uscire il paese dalla crisi. La Sicilia è ancor più interessata, perché la crisi è ancora più grave che in altre regioni e gli interventi per il lavoro sono dunque indispensabili. I sindacati confederali chiedono meno tasse sul lavoro e sulle pensioni, tagli agli sprechi e ai costi della politica, la rivalutazione delle pensioni, interventi per l’efficienza della pubblica amministrazione e la tassazione delle grandi ricchezze come avviene in Europa. Occorre reperire risorse per finanziare le misure per il lavoro, i lavoratori e i pensionati, mettendo in piedi un ventaglio di interventi che facciano crescere la domanda interna e stimolino lo sviluppo dell’apparato produttivo e dell’occupazione”. Alla manifestazione che si terrà a Priolo, e che avrà al suo centro anche i temi dello sviluppo industriale e delle bonifiche, parteciperanno i segretari di Cgil e Uil regionali, Michele Pagliaro e Claudio Barone. La protesta è indetta assieme ai sindaci della zona industriale con corteo che partirà dal palazzo municipale diretto al piazzale Enichem nell’area industriale. A Palermo il concentramento sarà alle 10.30 a piazza Massimo da dove partirà un corteo verso la Prefettura. A Catania, il concentramento sarà in via Etnea a partire dalle 9.30, a piazza Manganelli ci sarà poi un comizio. A Messina è in programma un presidio davanti alla Prefettura, dalle 9 alle 12. Ad Agrigento manifestazione e comizi davanti alla Prefettura. A Caltanissetta è in programma alle 9.30 un concentramento davanti alla Prefettura. Manifestazione alle 11.30 anche davanti alla Prefettura di Enna. A Ragusa il concentramento sarà a piazza Cappuccini e un sit- in si svolgerà poi davanti alla Prefettura.
Iniziativa al chiuso a Trapani, presso l’hotel Cristal.

 

Strage Lampedusa, la solidarietà di Cgil Cisl e Uil

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Una nuova immane tragedia è avvenuta, la notte del 2 ottobre scorso, nel mare di Lampedusa. Le Federazioni di Cgil Cisl e Uil che rappresentano le lavoratrici e i lavoratori pubblici, esprimono sdegno e dolore per l'ennesima strage degli innocenti che interroga le coscienze di tutti: cittadini, parti sociali, istituzioni, comunità internazionale.

I lavoratori pubblici saranno ancora una volta in prima linea per dare supporto ai superstiti e per impedire il ripetersi di simili tragedie. E chiedono un impegno concreto nelle politiche per l'immigrazione, nei servizi all'accoglienza, nella solidarietà a chi fugge da guerre, conflitti, persecuzioni, indigenza.
Uniti in questa richiesta, oggi i lavoratori dell'Inps, mobilitati per dire no alla riduzione del livello dei servizi e al taglio delle retribuzioni, osserveranno, nel corso degli odierni presidi-assemblea indetti da FP CGIL, CISL FP, UIL PA e CISAL FIALP, in contemporanea su tutto il territorio nazionale alle ore 12:00, un minuto di silenzio e raccoglimento.

4 ottobre 2013

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