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RIFORMA PROVINCE, FP CGIL: “BASTA ALTRI PAPOCCHI E COMMISSARIAMENTI, SI FACCIANO RIFORME SERIE GARANTENDO IL FUTURO DEI LAVORATORI”.

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Palermo, 6 febbraio 2014

 

È tutta in salita la strada che la riforma delle province e l’istituzione dei nuovi liberi Consorzi devono percorrere entro la fine della prossima settimana.

 

Questo pomeriggio è stato incardinato in Aula il disegno di legge della I Commissione Affari Istituzionali, insieme ad altri 2 ddl stralciati dal testo-madre che riguardano la proroga dei commissariamenti per sottoporre la nuova legge a referendum e l’applicazione della norma sull’incompatibilità fra cariche elettive anche ai nuovi liberi Consorzi.

 

La discussione si è però arenata su un punto determinante sollevato dall’opposizione, e cioè l’elezione diretta degli organi elettivi, contrariamente a quanto prevede il disegno di legge e, cioè, l’elezione con sistema indiretto di secondo grado.

 

L’Aula è stata, quindi, rinviata a martedì 11 febbraio con l’obiettivo di far convergere le diverse opzioni provenienti dalle parti politiche; a quel punto resteranno solo cinque giorni utili per poter esitare la legge.

 

Questo clima incerto, ulteriormente aggravato dal dibattito nazionale sulla ricollocazione di alcune forze politiche in schieramenti alternativi a quelli di appartenenza e che ha inevitabili ricadute sul governo e sule forze politiche regionali, ci spinge a confermare il nostro giudizio negativo sull’iter di una riforma partita male un anno fa e che rischia di naufragare miseramente.

 

Dopo i roboanti annunci nell’”Arena” mediatica di anticipare i processi di riforma nazionali, oggi la politica siciliana nel suo complesso potrebbe consegnare agli occhi del Paese l’incredibile risultato di un anno trascorso inutilmente, sia che si torni alle urne facendo rinascere le province sia che si continui con il commissariamento degli enti (provvedimento peraltro già censurato poco più di un mese fa) fino al 31 ottobre.

 

A farne le spese sono anzi tutto i lavoratori che continuano a vivere in un clima di incertezza grazie ad una politica incapace di determinarsi su processi di riordino istituzionale indispensabili per migliorare il funzionamento dell’amministrazione pubblica e per eliminare gli sprechi.

 

La Fp Cgil, come già ha più volte rappresentato agli organi istituzionali in tutte le sedi possibili, è interessata ad una riforma coerente con un disegno organico complessivo degli assetti istituzionali che tenga anche conto degli esiti nazionali del dibattito politico.

 

Sulla riforma delle province la Fp Cgil si è più volte espressa dichiarando la necessità di riformarle mantenendo un livello intermedio di governo del territorio con funzioni di area vasta, garantendo, in ogni caso, i livelli occupazionali e le professionalità del personale che non vanno disperse ma valorizzate in relazione ai nuovi assetti che si determineranno.

 

Quello che sta accadendo non ci pone in una condizione di tranquillità perché si rischia di fare l’ennesimo papocchio così come quando si è arrivati alla legge regionale n. 7 del 2013 che ha sortito l’unico effetto di commissariare gli enti provinciali senza alcuna successiva azione realmente riformatrice.

 

La Fp Cgil auspica che governo e forze politiche riescano a trovare l’accordo per dare la luce ad una riforma che razionalizzi veramente il sistema delle autonomie locali ed elimini gli sprechi delle risorse ormai risicate del bilancio regionale, e che lo facciano garantendo i diritti dei lavoratori a partire dalla stabilità occupazionale, dal riconoscimento della professionalità acquisita e dal mantenimento dei livelli retributivi.

 

La Fp Cgil continua a sostenere la lotta dei lavoratori in difesa dei propri diritti e a garanzia del servizio pubblico.

 

BREVE SINTESI DELLE NORME IN DISCUSSIONE

 

Il disegno di legge sintetizza l’intero corpo dei disegni presentati dalle forze parlamentari e di governo ed in gran parte coincide con l’ultima stesura (n.642) presentata dal Presidente della I Commissione: si avvia una graduale riforma partendo dall’istituzione di 9 liberi consorzi coincidenti con le 9 province attualmente esistenti e di 3 città metropolitane coincidenti con i comuni di Palermo, Catania e Messina.

 

È prevista entro i successivi sei mesi la possibilità per i comuni di unirsi ad altri liberi consorzi contigui o alle città metropolitane, a condizione che non privino di una percentuale superiore al 20% della popolazione il consorzio di provenienza.

 

I “nuovi” consorzi continueranno ad esercitare le funzioni già attribuite alle province regionali e ne acquisiranno personale e risorse, mentre la questione personale e risorse per quanto riguarda le città metropolitane è rinviata alla successiva legge che, trascorsi i sei mesi, definisce la modifica dei territori dei liberi consorzi in relazione alle nuove adesioni sia a questi ultimi che alle città metropolitane.

 

Gli organi dei consorzi saranno eletti con sistema indiretto di secondo grado; l’assemblea è composta dai sindaci dei comuni consorziati ed elegge il Presidente del libero consorzio secondo un  sistema direttamente proporzionale al rapporto numerico della popolazione. La giunta sarà composta dal Presidente e da un numero massimo di otto sindaci, stabilito in rapporto alla popolazione.

 

Dal disegno di legge sono state stralciate due parti che riguardano, la prima, la possibilità di commissariare fino al 31 ottobre p.v. le attuali province regionali qualora l’ARS decidesse di sottoporre la legge a consultazione referendaria, e la seconda di estendere ai liberi consorzi la norma sulla incompatibilità con altre cariche elettive.  

 

Il disegno di legge dovrà essere approvato entro il 15 febbraio, data entro la quale scadranno improrogabilmente le gestioni commissariali; se ciò non dovesse avvenire, verranno indette nuovamente le elezioni per il rinnovo dei consigli provinciali, con tutto quello che comporterà in termini di conseguenze politiche sul governo regionale e sul parlamento siciliano.

 

COMUNICATO STAMPA PRECARI ENTI LOCALI

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“FUTURO DI MIGLIAIA DI PRECARI APPESO AL FILO DEL VOTO DELLA FINANZIARIA. DA TANTI SINDACI MINACCE DI LICENZIAMENTO DAL PRIMO GENNAIO”. APPELLO PER I LAVORATORI EX COEM IN SERVIZIO ALL’IRSAP DI CATANIA

PALERMO, 30 DICEMBRE 2013.

“Mentre l’Ars si appresta a votare Bilancio e Finanziaria garantendo la proroga dei precari, tanti amministratori minacciano di mandare a casa i lavoratoridal primo dell’anno”.

La denuncia è di Enzo Abbinanti, segretario regionale di Fp Cgil Sicilia: “La sorte di migliaia di precari – dice - è appesa al voto dei prossimi giorni. La norma inserita in finanziaria è un provvedimento “tampone” che non risolve il problema della stabilizzazione e che arriva all’ultimo minuto utile, per responsabilità dei governi regionale e nazionale. Tuttavia –aggiunge - dobbiamo chiamare alle loro responsabilità anche tanti amministratori locali che non solo negli anni passati avrebbero potuto avviare le stabilizzazioni e non lo hanno fatto, ma che oggiminacciano di licenziare il personale”. Ai sindaci, l’appello di Fp Cgil Sicilia ad essere “coerenti con le posizioni assunte nei mesi scorsi e fino a qualche settimana fa , quando sono scesi in piazza afianco dei lavoratori, per il funzionamento delle amministrazioni”.

 

Fp Cgil Sicilia chiede inoltre, al parlamento siciliano “di garantire anche i soggetti più deboli che rischiano in maniera irreversibile di perdere il posto di lavoro a partire dal primo gennaio”. Tra questi “i lavoratori ex Coem che prestano servizio presso l’Irsap di Catania ed ai quali è scaduta la mobilità in deroga”, dice Abbinanti. Per salvarli in commissione Bilancio era stato presentato un emendamento ad hoc alla Finanziaria che però non è stato approvato in Commissione. “È indispensabile – dice Abbinanti -che la norma venga riproposta in Aula per evitare che questi lavoratori vengano messi in mezzo ad una strada insieme alle loro famiglie”.

Vertenza precari della Pubblica Amministrazione siciliana – Proclamazione sciopero generale per la giornata del 13 Dicembre 2013

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Palermo 3 dicembre 2013

Le Segreterie regionali di Fp CGIL - CISL Fp - UIL FPL hanno più volte rappresentato agli organi istituzionali competenti forte preoccupazione per le tensioni sociali che potranno determinarsi in caso di esito non favorevole della vertenza relativa al precariato delle pubbliche amministrazioni siciliane, che riguarda l'esistenza di circa 24.000 lavoratori e delle loro famiglie.

A seguito delle nostre ripetute richieste si è pervenuti ad un tavolo di confronto presso la Presidenza della Regione, dove il Governo regionale non è stato però in grado di superare le criticità da noi evidenziate. Le istanze prodotte, sia al Governo nazionale (intervento legislativo in deroga) sia al Governo regionale, sono finalizzate all’individuazione di un iter idoneo alla definitiva stabilizzazione del precariato, utilizzato presso le pubbliche amministrazioni.

Fp CGIL - CISL Fp - UIL FPL sono altresì preoccupate per la crisi istituzionale creatasi dopo l'approvazione del maxi emendamento nell'ambito della legge di stabilità nazionale che non ha dato risposte più idonee al problema del precariato in Sicilia. Il paradosso è che si è passati da un confronto fra Palermo e Roma per risolvere il problema, che non ha prodotto alcun risultato, ad un conflitto istituzionale che potrebbe portare anche ad imprevedibili esiti.

Per questi motivi, Fp CGIL - CISL Fp - UIL FPL hanno proclamato lo stato di agitazione, la convocazione delle assemblee sit-in davanti le Prefetture di ieri mattina ed una giornata di sciopero per il 13 dicembre p.v., durante il quale si svolgerà una manifestazione a Palermo con un corteo che si snoderà dalla sede dell'Assemblea Regionale Siciliana per concludersi davanti palazzo d'Orleans, sede del Governo.

Purtroppo, l'ultima versione del disegno di legge per i precari illustrataci ieri durante l'ulteriore incontro con il Presidente della Regione, al quale abbiamo partecipato per senso di grande responsabilità nei confronti dei lavoratori e, allo stato attuale delle cose, le norme nazionali vigenti, non solo non garantiscono alcun processo di stabilizzazione effettivo, ma mettono in dubbio persino la possibilità di prorogare i rapporti di lavoro.

D'altro canto, l'esito stesso della legge regionale sulla materia al momento non è per niente scontato, visto che è legato a doppio filo con l'approvazione delle leggi di stabilità finanziaria e di bilancio della Regione, norme tutte queste che dovranno essere votate dal Parlamento regionale prima della fine dell'anno e che dovranno superare il vaglio del Commissario dello Stato.

Quanto premesso, ieri mattina è stato rappresentato da Fp CGIL, CISL Fp, UIL FPL ai Prefetti delle nove province siciliane invitandoli, al contempo, a rappresentare il grave stato di disagio, la forte preoccupazione per la tensione sociale e i gravi problemi di politica economica che potrebbero determinarsi in conseguenza di un esito negativo di questa vertenza.

Per quanto sopra esposto, Fp CGIL - CISL Fp - UIL FPL comunicano di volere confermare la giornata di sciopero indetta per venerdì 13 dicembre p.v. e auspicano che l'iniziativa di mobilitazione assunta sensibilizzi gli organi istituzionali a tutti i livelli affinché si individuino le idonee soluzioni per poter garantire le proroghe a tutti i lavoratori precari ed avviare concreti processi di stabilizzazione, dopo due decenni di precariato nelle pubbliche amministrazioni.

I Segretari Generali

 Michele Palazzotto (Fp Cgil)     Gigi Caracausi (Cisl Fp)    Enzo Tango(Uil Fpl)

COMUNICATO STAMPA PRECARI ENTI LOCALI

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PRECARI: TAVOLO UNITA’ DI CRISI SI CONCLUDE CON UN NULLA DI FATTO. FP CGIL CISL FP E UIL FPL PROCLAMANO STATO DI AGITAZIONE. NUOVO INCONTRO MARTEDI’ 26.
 
Dichiarazione unitaria dei segretari generali Michele Palazzotto (Fp Cgil), Luigi Caracausi (Cisl Fp) e Enzo Tango (Uil Fpl)
 
PALERMO, 21 NOVEMBRE 2013. Conclusa poco fa la riunione del tavolo di crisi governo- sindacati sui precari degli Enti locali. Un incontro "concluso con un sostanziale nulla di fatto per mancanza di proposte del governo regionale dopo le esternazioni mediatiche degli ultimi giorni", dicono i segretari generali Michele Palazzotto (Fp Cgil), Luigi Caracausi (Cisl Fp) e Enzo Tango (Uil Fpl). "A conclusione di una discussione a tratti tesa e durata un’ora e mezza - aggiungono i sindacati - non possiamo che dichiararci insoddisfatti per l’inconsistenza dell’azione di governo nella risoluzione di una vertenza tanto delicata quanto urgente. Alla fine, l’unico risultato raggiunto oggi grazie alla forte contrapposizione messa in atto da Cgil Cisl e Uil è stato l’impegno assunto dal presidente della Regione Crocetta di riconvocare il tavolo trattante con le parti sociali martedì 26 per presentare una proposta organica che contempli gli strumenti legislativi e amministrativi tali da consentire proroghe e stabilizzazioni. Ovviamente quest’impegno non ci impedisce, alla luce della grave situazione che si sta delineando, di proclamare lo stato di agitazione del personale degli Enti interessati per mettere in atto una mobilitazione entro i primi 15 giorni di dicembre. Solo l’esito favorevole del prossimo incontro previsto per martedì potrebbe evitare la mobilitazione che diversamente metteremo in atto senza esitazione".

EE.LL.Firmato Protocollo d'Intesa riordino istituzionale

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Enti locali, firmato protocollo d'intesa tra sindacati e ministri Delrio e D'Alia, Regioni e Anci su riordino istituzionale

Roma, 19 novembre 2013

Una cabina di regia per governare i processi di riordino istituzionale connessi al "disegno di legge Delrio" garantendo i livelli occupazionali e valorizzando il capitale umano degli enti locali. Cgil, Cisl e Uil hanno firmato oggi con i ministri Graziano Delrio e Gianpiero D'Alia, insieme alle Regioni e all'Anci un protocollo d'intesa a tutela dei lavoratori di Province, Comuni e Città metropolitane.

Soddisfatti i segretari generali di categoria Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp) e Giovanni Torluccio (Uil-Fpl), che sottolineano: "E' un accordo importantissimo, che servirà a istituire un tavolo di confronto per costruire insieme un nuovo assetto istituzionale. Si possono modificare gli assetti istituzionali del territorio, ma i bisogni restano. Ecco perché vogliamo riorganizzare la rete territoriale dei servizi pubblici: con meno livelli, meno enti intermedi, ma più qualità dei servizi e più investimento nelle competenze".

"Spiace notare, ancora una volta,che l'UPI, rappresentata dal Presidente Saitta, che a parole afferma di tenere a cuore le sorti dei dipendenti delle Province, non si sia sentito in dovere di sedersi ad un tavolo di confronto, che, invece, ha l'obiettivo di ridisegnare l'intero complesso delle autonomie locali" continuano affermando "Abbiamo rimesso al centro il tema delle persone che producono valore pubblico per le comunità: le riforme non si fanno a colpi di spugna ma ridisegnando funzioni, ambiti territoriali e profili professionali" spiegano i tre segretari. "E soprattutto abbiamo ottenuto che le decisioni che riguardano il personale si prendano insieme ai lavoratori".

Tra i punti dell'intesa: un tavolo permanente di confronto nazionale sul riordino degli enti locali (a partire dalle unioni di comuni sotto i 5mila abitanti e dal riordino delle province) e tavoli permanenti regionali e territoriali sul mobilità, formazione e riqualificazione professionale. Inoltre un accento forte sulla salvaguardia dei livelli occupazionali per i lavoratori coinvolti nel ridisegno degli assetti territoriali degli enti, dove tra l'altro si definisce che la mobilità non andrà ad incidere sui patti di stabilità. E poi monitoraggi sui fondi per la produttività e per la contrattazione integrativa dei lavoratori delle Unioni di comuni e per la gestione delle funzioni associate. Così come un impegno sul precariato, obiettivo: valutare i fabbisogni professionali e i possibili percorsi di stabilizzazione. Infine l'istituzione di un tavolo specifico sulle società in house, per spingere su razionalizzazione e reinternalizzazione dei servizi.

E non si tratta di dichiarazioni di principio, concludono Dettori, Faverin e Torluccio, "ma di punti concreti per un vero riordino partecipato del territorio e per la tutela e la valorizzazione delle professionalità".

In allegato il protocollo sottoscritto

 

 

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